Pochi giorni fa sono stati inaugurati i percorsi realizzati con Legambiente e con l’azienda agricola Il Bosco Felice e naturalmente sotto la supervisione dell’associazione Terramata che vuole proporre così ai suoi soci un modo diverso di vivere la natura ed il tempo libero.
il video contiene l’inaugurazione della Fonte e del Forno del Brigante Tiburzi visitabili contattando l’associazione Terramata (Andrea Fadini 3283603329)
L’Associazione Terramata è un insieme di persone che amano stare a contatto con la natura e gli animali. Gli associati dicono che sarebbe salutare fare lunghe passeggiate nei boschi, guardare gli animali che si nascondono tra i cespugli e respirare l’aria ancora non inquinata dall’uomo. I boschi di Terramata hanno qualcosa di speciale, di storico La Fonte e il Forno dell’antico Brigante Tiburzi! Il Brigante Tiburzi viveva le sue giornate nel bosco di Vallemaggiore in mezzo alla natura e noi possiamo ancora oggi visitare i luoghi che lo hanno accolto. Aspetto che tutti i bimbi come me vengano a visitare questo luogo incantato. Alice (VA scuola elementare Guglielmo Marconi Gr)
Paride Marconi, classe 1919 due occhi al titanio, uno spirito di ferro, ultimo testimone di un tempo remoto: dal suo racconto, raccolto in un video, emerge un passato lontano più di cento anni.In sintesi ci racconta del rapporto tra suo padre ed il brigante Tiburzi che passando davanti a casa Marconi, sita in Vallemaggiore, per andare a trovare la sua bella, regalava sigari al padre (classe 1881) affinchè li portasse in dono al di lui padre (cioè il nonno di Paride). Il racconto si dipana in altri splendidi aneddoti, il video è imperdibile!
La squadra partiva la mattina presto, quattro uomini ed un ragazzo, facevano chilometri e chilometri per raggiungere la “macchia” il luogo perfetto per accendere le loro carbonaie. Il ragazzo aveva il compito più duro, accudire gli adulti che per tre settimane avrebbero badato al fuoco del carbone. Arrivavano da Poggio Argentiera o dai Quattro confini fino alla fonte del Tiburzi, qui avevano di che ristorarsi, c’era l’acqua ed il forno per cuocere le vivande ed una bella capanna per ripararsi, anche se badare alla carbonaia non dava tregua nè di giorno nè di notte. Un tempo in paese era indispensabile produrre carbone per uso domestico ma sopratutto come fonte di guadagno. Le carbonaie fumavano in tutta la macchia intorno alla fonte del Tiburzi, ce ne erano decine di piazzole che ancora oggi sono visibili e visitabili!Il carbone è il residuo di una combustione imperfetta della legna, in poche parole, fatta alla presenza di scarso ossigeno. Tutte le operazioni svolte dal carbonaio avevano lo scopo di assicurare che il processo di carbonizzazione avvenisse regolarmente. Le regole fondamentali da osservare erano: controllare il fuoco in continuazione per evitare che la legna bruciasse, tenere costantemente alimentato il camino per tenere bassissimo il quantitativo di ossigeno all’interno della carbonaia, per evitare che il processo di carbonizzazione s’interrompesse prima che tutta la legna si fosse trasformata in carbone.La costruzione della carbonaia, comincia innalzando sul terreno, al centro della piazza carbonaia, un camino, fatto di tronchetti in modo tale da formare un cilindro con un diametro di circa 30 centimetri.I pezzi di legno,preventivamente preparati dai boscaioli sono progressivamente disposti a strati attorno al camino. L’operazione è detta volgitura per l’effetto avvolgente del movimento a spirale che il carbonaio fa, disponendo la legna intorno al nucleo centrale. Durante la volgitura, i tronchi sono sistemati con la parte più grossa in basso, in modo tale da conseguire una graduale inclinazione verso il centro. La legna fine e media è sistemata vicino al camino, a seguire è disposta la legna grossa e media; lo strato più esterno è fatta di fusti sottili e diritti. Al termine dell’operazione la carbonaia assume la caratteristica forma a cupola.La cupola di legna sistemata attorno al camino è coperta con rami di sempreverde e foglie umide, su questo strato isolante poi, sono sistemate zolle di terra per uno spessore che varia dai 20-30 cm. alla base, ai 10-15 cm. al culmine della carbonaia. Terminata l’operazione di copertura, la carbonaia sembra un gran cumulo di terra, con un foro nel mezzo.L’accensione della carbonaia avviene buttando dei tizzoni accesi attraverso il camino. Per carbonizzare la legna, nella carbonaia deve esserci costantemente una temperatura che varia dai 350 ai 450 gradi. Giorno e notte, i carbonai devono controllare la combustione attraverso l’alimentazione della brace nel camino o tramite l’apertura o chiusura di bocche di aerazione poste sui fianchi della carbonaia; preservare la carbonaia dalla pioggia, ripararla dai venti che potrebbero alimentare la fiamma con troppo ossigeno. Notte e giorno, per quasi tre settimane, il fuoco è alimentato e controllato fino a concludere la carbonizzazione.Dall’odore e dal colore del fumo che esce dalle carbonaie si può subito capire a che punto siamo della cottura. Il fumo biancastro, opaco e denso sta a significare che la combustione è iniziata da un giorno o al massimo da due e che è ancora in corso la disidratazione della legna. Un fumo giallastro, tendente al marrone con un odore aspro e pungente: è iniziata la carbonizzazione. Con il proseguire della cottura, il fumo diventa celeste e sempre meno denso.Una volta terminato il processo si toglie la copertura di terra sotto la quale troviamo il carbone. Il prodotto verrà disposto tutto intorno al perimetro della piazza per essere raffreddato dopo di che sarà pronto per essere imballato in grossi sacchi ed essere portato in città o nei paesi vicini per la commercializzazione.
- settimana dal 3 agosto lunedì al 9 agosto domenica degustazioni
- settimana dal 10 agosto lunedì al 16 agosto domenica meteoriti
- settimana dal 17 agosto lunedì al 23 agosto domenica degustazioni
- settimana dal 24 agosto lunedì al 30 agosto domenica degustazioni
Modalità di partecipazione:
per partecipare alle giornate basta iscriversi all’associazione Terramata sul sito o telefonando al numero 3283603329 compilare il modulo di iscrizione, versare la quota associativa di Euro 20 per gli adulti ed Euro 0 per i bambini sotto i dodici anni.
La degustazione ha un costo di euro 15 per gli adulti e euro 7 per i bambini sotto i 12 anni e comprende l’incontro con le aziende da degustare e la visita all’azienda il Bosco Felice