Il percorso della cinta senese
Origine, diffusione e caratteristiche produttive
Si tratta di una vera razza con una lunga storia alle spalle. La zona di origine della Cinta Senese è il comprensorio senese e grossetano, dove, fino a pochi decenni fa, erano allevate non meno di 20.000 scrofe e altrettante erano presenti in altre province e regioni vicine. Presente a Siena già dal 1300, come documentano affreschi che mostrano animali con vistosa fascia bianca simili alla Cinta attuale. Razza rustica, ottima pascolatrice, con spiccata attitudine materna e notevole capacità di allattamento. I maschi possono raggiungere ad un anno pesi superiori ai 150 kg e le femmine 140 kg. Notevole il deposito di grasso in generale e lardo dorsale in particolare (molto apprezzato per i produttori di lardo di Colonnata). Particolarmente adatta al pascolo e frugale.
Per la salvaguardia e valorizzazione della razza Cinta Senese è stato costituito il Consorzio della Compagnia della Cinta Senese.
Cenni storici
Ci sono molte testimonianze che indicano l’utilizzo di questa particolare razza suina, sia nella Macelleria del Corso di Arnaldo Binarelli - Suini di razza Cinta Senese zona di origine che fuori i confini della Toscana, risalenti anche a periodi dell’alto medioevo. La particolare struttura fisica di questo animale, resistente anche ad avverse condizioni atmosferiche, permetteva, infatti, una certa facilità di gestione; per i contadini residenti nelle zone boschive dei monti del Chianti, ad esempio, costretti ad isolamento quasi totale per 3-4 mesi all’anno, il possesso di uno o due esemplari di Cinte Senesi era spesso garanzia di sopravvivenza. Rappresentazioni di cinte sono state trovate un po’ dappertutto; la più famosa è senza dubbio quella degli “effetti del Buongoverno” (1338-40) di Ambrogio Lorenzetti. Un’altra raffigurazione importante, che testimonia come questa razza fosse diffusa anche oltre i confini della Toscana si trova a Venezia, nel pavimento della chiesa di S.Sebastiano - Cappella dell’Annunziata - datato 1510 di esecuzione faentina. Anche il ciclo di affreschi della “Cappella di Casanuova di Ama” (1596) a Gaiole in Chianti, la cui riscoperta fece molto scalpore qualche tempo fa, ne presenta un esemplare affrescato ai piedi di S.Antonio Abate. Possiamo affermare, senza timori di smentita, che le carni, i salumi ed il grasso di questo animale hanno dato un contributo notevole al miglioramento delle condizioni di vita in questa zona di Italia, infatti ritroviamo esemplari di Cinta Senese dipinti in un manuale di medicina risalente al XIV secolo, probabilmente i depositi adiposi erano preziosi oltre che per l’alimentazione, anche per la preparazione di unguenti e pomate. L’allevamento di questa razza suina ha superato, quasi indenne, molteplici vicende storico-culturali, dall’inizio dell’Evo Moderno, fino alla fine della mezzadria e anche nell’immediato secondo dopoguerra, le Cinte Senesi erano allevate regolarmente. A memoria d’uomo si ricorda sempre il leggendario “Verro Cinto” di proprietà dei Ricasoli di Brolio come il più ambito esemplare per le riproduzioni.
Ritrovo ore 10,00 al km della provinciale per Montiano
Ore 10,15 arrivo all’azienda Il Bosco Felice, sede della fonte del Tiburzi
Visita guidata all’ambiente di allevamento della cinta senese
Ore 13,00 circa spuntino rustico a base di cinta senese e formaggio di pura pecora, vino ecc
Ore 14,30 circa, Percorso della macchia maremmana:
(circa 5,5 km., tempo necessario 2h30′ circa)
l’itinerario segue i crinali della macchia di vallemaggiore: durante l’escursione sono previste soste per l’osservazione sia botanica che faunistica e non mancherà la degustazione di uno dei più bei panorami della Maremma, quello sulla piana grossetana, sui monti dellUuccellina e del mare.