Il percorso della vacca maremmana
Questo bovino bianco, dalle grandi corna a lira, dal portamento fiero e dalla straordinaria robustezza, discende direttamente dal capostipite di tutti i bovini europei, quello che Plinio, nella sua Storia Naturale, chiama bos silvestris. Originario delle steppe asiatiche, si è via via diffuso in Europa e in Italia se ne hanno tracce sin dal tempo degli Etruschi. Su questo ceppo si sarebbe poi innestato il sangue di bovini Podolici giunti al seguito delle invasioni barbariche. Sarebbe nata così, da questo incrocio, la razza Maremmana, adattandosi nel corso dei secoli, all’ambiente paludoso e malarico della Maremma. Utilizzata fino alla fine del secolo scorso come animale da lavoro, la sua consistenza numerica si è poi drasticamente ridotta per arrivare agli attuali tremila capi. Eppure offre una carne dalla qualità e dalla salubrità straordinarie. Il suo “problema” è che non sopporta la stabulazione fissa e vive bene solo allo stato brado, esigendo, dunque, grandi spazi, il che spiega anche la sopravvivenza della figura del buttero, il mandriano a cavallo che segue e guida le mandrie.
Ritrovo ore 10,00 al km della provinciale per Montiano
Ore 10,15 arrivo all’azienda Il Bosco Felice, sede della fonte del Tiburzi
Visita guidata all’ambiente di allevamento della vacca maremmana
Ore 13,00 circa spuntino rustico a base di “maremmana” e formaggio di pura pecora, vino ecc
Ore 14,30 circa, Percorso della macchia maremmana:
(circa 5,5 km., tempo necessario 2h30′ circa)
L’itinerario segue i crinali della macchia di vallemaggiore: durante l’escursione sono previste soste per l’osservazione sia botanica che faunistica e non mancherà la degustazione di uno dei più bei panorami della maremma, quello sulla piana grossetana, sui monti dell’uccellina e del mare.