Il percorso dell’aglio rosso di Maremma

ALLIUM SATIVUM

 

La specie Allium sativum L. della quale esistono numerose cultivar per lo più derivate da selezione con le popolazioni locali, sono distinte in: aglio a tunica bianca tra i quali ricordiamo: aglio bianco piacentino, Bianco del Fucino, Bianco di Napoli, Bianco calabrese, Bianco polesano  e aglio a tunica rossa tra i quali ricordiamo il Rosso di Maremma.

 

Gli agli a tunica rossa rispetto a quelli a tunica bianca hanno la particolarità di avere un ciclo di coltivazione leggermente più breve di circa un mese e bulbi molto più grossi ma meno idonei alla conservazione quindi più adatti alla consumazione immediata.

 

L’aglio è conosciuto fin dai tempi più antichi e la prima citazione finora nota dell’aglio è stata trovata nel Codex Ebers un papiro egiziano datato 1550 a.C. dove vengono citati diversi medicamenti da realizzare con l’aglio per combattere le punture di insetti, il mal di testa ed i dolori in genere.

 

Ippocrate (considerato il Padre della medicina 460 - 377 a. C.) consigliava l’aglio per le qualità medicinali.

 

Plinio il Vecchio nel suo famoso Historia Naturalis (77 d.C.) cita l’aglio per le sue proprietà terapeutiche così come  l’Erbario di Urbino (manoscritto di autore anonimo del 1500 conservato presso la Biblioteca apostolica vaticana).

 

I medici nel Medioevo usavano delle maschere protettive imbottite di Aglio per proteggersi contro le affezioni ed i soldati russi, durante la seconda guerra mondiale, portavano nelle loro bisacce degli spicchi d’aglio che dovevano schiacciare sulle ferite per evitare che si infettassero.

 

Nel 1858 Pasteur definisce le proprietà antisettiche dell’aglio e nei primi anni del 1900 Albert Schweitzer (Premio nobel per la pace nel 1952 che ha dedicato la sua vita alle missioni in Africa) lo utilizzava in Africa per combattere la dissenteria.

 

L’aroma dell’aglio è sempre stato noto tanto che lo stesso Shakespeare in “Sogno di una notte di mezza estate” fa dire ai proprio attori nella seconda scena di non mangiare aglio in quanto “(…) e soprattutto, attori, anime mie, badate a non mangiar aglio o cipolla, ché dobbiamo esalare tutti un alito che deve riuscir dolce e gradevole (…)”.

 

Ritrovo ore 10,00 al km della provinciale per Montiano

 

Ore 10,15 arrivo all’azienda Il Bosco Felice, sede della fonte del Tiburzi

 

Visita guidata all’orto

 

Ore 13,00 circa spuntino rustico a base di cinta senese e formaggio di pura pecora, degustazione aglio rosso con super bruschette

 

Ore 14,30 circa, Percorso della macchia maremmana:

(circa 5,5 km., tempo necessario 2h30′ circa)

 

l’itinerario segue i crinali della macchia di vallemaggiore: durante l’escursione sono previste soste per l’osservazione sia botanica che faunistica e non mancherà la degustazione di uno dei più bei panorami della maremma, quello sulla piana grossetana, sui monti dell’Uccellina e del mare.