Terramata e Bosco Felice
La collaborazione con l’azienda agricola il Bosco Felice ha portato alla nascita del Parco Museo della Macchia dove raccogliere, osservare e valorizzare le essenze della macchia mediterranea, ma non solo: all’interno della macchia possiamo trovare molte tracce della vita degli uomini della macchia, carbonai, cacciatori, Briganti che nell’ottocento percorsero questi luoghi vivendo una realtà che oggi per noi è addirittura poco comprensibile: senza acqua condotta, senza luce, senza televisione senza elettrodomestici, sorge spontanea una domanda, come facevano? è possibile oggi comprendere questi cicli vitali ed economici non legati al consumismo ed alla globalizzazione? Il viaggio nella vita ottocentesca di queste genti parte dal brigantaggio che rappresentava l’equilibrio tra la vita di questi miserabili ed un mondo politico non rappresentativo: il brigante Tiburzi, costretto alla “macchia” per avere preso una manciata di fieno dal granaio del padrone, rappresenta la necessità di cambiare scenario di riferimento, rappresenta una possibilità di libertà, ecco perchè le genti di maremma lo proteggono. Il brigante è l’incarnazione della possibilità di riscatto, è la speranza, la sua sopravvivenza è la sopravvivenza di tutti, contadini, carbonai, cacciatori e questo brigante viveva proprio qui, in maremma, nella macchia del bosco felice dove è sorto il parco museo. Visitare la macchia vuol dire visitare un cenotipo raro: interessante il rapporto tra uomo e bosco, il divenire delle specie più utili ma anche il sopravvivere di quelle meno usate, la riscoperta delle specie rare.La visita del parco museo della macchia con la fonte del Tiburzi e la capanna (in restauro) e la carbonaia sarà possibile solo per i soci di terramata.